Le Borse europee si consolidano a
metà seduta, dopo che la Fed ha alzato i tassi per la prima
volta in tre anni, mentre la Banca d’Inghilterra li ha lasciati
invariati.
L’indice d’area, lo stoxx 600, sale di mezzo punto
percentuale con lo smalto dei tecnologici e degli industriali.
Resta la debolezza dell’energia, con il calo del petrolio e la
lente che resta su Hormuz e sulla complicata trattativa tra
Stati Uniti e Iran. Il Wti perde l’1,8% poco sopra 100 dollari,
il Brent cede il 2,2% a 103 dollari al barile. Il prezzo del gas
, dopo un tentativo rialzista, perde lo 0,65%, a 77,5 euro al
megawattora, sull’ottimismo per il piano saudita di ripristinare
un oleodotto danneggiato. Attualmente i depositi in tutta Europa
sono occupati per poco più del 68%, un dato ben al di sotto
delle medie stagionali.
I titoli di Stato sono piatti o in calo. I Treausury a 10
anni perdono 6 punti base e sono sotto il 5%. Stesso andamento
del Gilt inglese, che è al 5,2%. Il decennale italiano è al
4,37%, il francese al 4,47% e il tedesco al 3,5%. Lo spread tra
Btp e Bund oscilla a 86,8 punti base.
Tra le singole Piazze, Milano sale dello 0,6%, Francoforte
dello 0,52%, Parigi dello 0,31%, Madrid dello 0,55% e Londra
dello 0,52%. A Piazza Affari resta l’evidenza di Moncler
promossa da Bernstein. Fuori dal paniere principale, Pininfarina
sale di oltre il 17% e resta in linea con 1 euro del
corrispettivo dell’opa volontaria di PF Holdings.
Per i cambi, l’euro passa di mano a 1,1471 sul biglietto
verde.
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