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Giovani e lavoro tra precarietà e fiducia nel futuro

di Redazione Cronache Nazionali
19/09/2026
in Scienze
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Giovani e lavoro tra precarietà e fiducia nel futuro

18 settembre 2026 | 16.52

LETTURA: 3 minuti

Presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica si è tenuta la conferenza stampa dedicata all’analisi del rapporto tra nuove generazioni, formazione e mondo del lavoro, un appuntamento promosso su iniziativa del senatore Gianni Berrino in collaborazione con l’Associazione Nazionale Giovani Innovatori (ANGI) e con il patrocinio dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia. L’incontro ha offerto un momento di approfondimento istituzionale con la partecipazione di rappresentanti di realtà associative e giovanili, tra cui Sapienza Futura, Politicare, il Consiglio Nazionale Giovani, JE Italy e Wikimedia Italia, per esaminare le dinamiche che caratterizzano l’ingresso degli under 35 nel tessuto economico e sociale.

Nel corso dei lavori sono stati illustrati i risultati dell’indagine demoscopica intitolata “Giovani, Innovazione e Futuro 2026”, condotta dall’istituto LAB21 su un campione rappresentativo di 1.000 intervistati con un sovracampionamento di 300 under 35. L’analisi traccia il profilo di una fascia giovanile caratterizzata da aspettative caute: il 32,8% dichiara di nutrire una fiducia condizionata verso il futuro, mentre il 22,1% ritiene di individuare opportunità concrete nel contesto attuale. Permangono tuttavia criticità legate alle prospettive economiche e lavorative, con il 46,1% degli intervistati che stimano un percorso professionale peggiore rispetto a quello delle generazioni precedenti, con previsioni di retribuzioni inferiori e minore stabilità contrattuale. Sul fronte educativo e professionale, il 42,7% rileva una coerenza scarsa o del tutto assente tra il titolo di studio conseguito e l’occupazione svolta, fattore che porta il 57,8% degli under 35 a richiedere l’introduzione obbligatoria di stage retribuiti all’interno dei percorsi universitari.

L’innovazione tecnologica e il digitale vengono identificati dal 47,1% del campione come i settori a maggior potenziale per la crescita dei giovani italiani, con un 42,3% che ritiene che l’adozione dell’intelligenza artificiale porterà alla creazione di nuove figure professionali e al contempo al superamento di diverse mansioni tradizionali. Il sondaggio evidenzia inoltre un tema di rappresentanza politica e istituzionale: il 42,1% dei giovani si sente poco rappresentato dalle istituzioni nazionali ed europee, mentre il 27,3% afferma di non sentirsi rappresentato per nulla, componendo un quadro complessivo in cui quasi sette intervistati su dieci avvertono una distanza dai processi decisionali. In questo contesto, il 23,2% degli under 35 individua nelle associazioni giovanili e di categoria i soggetti più attivi nella promozione del talento e dell’innovazione.

Commentando gli esiti della rilevazione, Roberto Baldassari, direttore generale LAB21 e direttore Comitato scientifico ANGI, ha affermato: “I dati raccontano una generazione fiduciosa nelle proprie capacità, ma preoccupata per il futuro: il 46,1% teme condizioni professionali peggiori rispetto ai propri genitori e quasi sette giovani su dieci non si sentono rappresentati dalle istituzioni. Percentuali che richiedono ascolto e risposte concrete”.

Le richieste emerse dal dibattito riguardano l’adozione di politiche attive per l’occupazione, un agevolato accesso al welfare e alla casa, e investimenti mirati nella digitalizzazione. A conclusione dell’incontro, Gabriele Ferrieri, presidente di ANGI, ha dichiarato: “Questo evento ha riunito istituzioni e importanti rappresentanti del mondo giovanile per un confronto concreto su lavoro, competenze e innovazione. Come ANGI continueremo a fare da ponte tra le nuove generazioni, le istituzioni e le imprese, affinché le loro richieste si trasformino in opportunità reali”.

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