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Renzi: ‘Election day a maggio 2027, Meloni ci porti a votare’

di Redazione Cronache Nazionali
19/09/2026
in Politica
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Renzi: ‘Election day a maggio 2027, Meloni ci porti a votare’

“Giorgia, spegni questo benedetto Instagram, te lo buco ‘sto Instagram. Mettiti a lavorare, sei presidente del Consiglio: stacca i social, leva il router e mettiti a fare qualcosa che serva agli italiani”. Lo ha detto il leader di Italia Viva Matteo Renzi, intervistato al Festival di Open, in corso a Parma. Renzi è intervenuto nell’incontro “Il campo è davvero largo?”, condotto dal direttore di Open Franco Bechis.
    Il leader di Iv è tornato sul botta e risposta degli ultimi giorni con la presidente del Consiglio, a partire dalla proposta sull’abolizione del bollo auto. “Io sono favorevole all’eliminazione del bollo auto, è una buona idea. L’importante è che non elimini il bollo e aumenti il ticket sanitario. Se fai un giochino delle tre carte, no”, ha detto. L’ex premier ha poi ricordato di aver rilanciato sui propri social alcune vecchie dichiarazioni di Meloni, tra cui quelle sulla legge elettorale.
    “Sono andato a vedere cosa diceva lei dieci anni fa”, ha spiegato, sostenendo che la presidente del Consiglio abbia cambiato posizione su alcuni temi. “Mi fa molto ridere che di tutte le cose che può fare venga ad attaccare me”, ha aggiunto Renzi. “Io sono quello che non conta nulla, c’è il 2%, sono insignificante? Ma lasciatemi fare allora. Se non conto nulla, state buoni”, ha concluso.    
“Io – prosegue – non cerco l’approvazione del campo largo. Penso che ci debba essere un centrosinistra capace di vincere, ma la foto del campo largo non basta: i numeri dicono che non basta”.     “Quando hanno pensato di fare a meno di noi in Liguria hanno perso, quando hanno pensato di fare a meno di noi in Basilicata hanno perso, quando hanno detto basta veti e gli abbiamo portato i voti hanno vinto”, ha sostenuto Renzi. “La verità è che se vuoi vincere devi prendere un pezzo dei riformisti”. Secondo il leader di Iv, i voti dell’area riformista “non li prendi scopiazzando le idee dei Cinque Stelle”. “Se tu sei giustizialista il voto del garantista non lo prendi. Dentro un’alleanza dove tutti abbiano pari dignità deve esserci spazio anche per chi è garantista, per chi crede in Industria 4.0 e non solo nei sussidi, per chi crede nei diritti civili e nei diritti sociali”. Renzi ha rivendicato quindi l’autonomia politica di Italia Viva all’interno della possibile coalizione: “Non ho bisogno di accontentare il campo largo. Il campo largo deve sapere che su alcuni temi non la pensiamo allo stesso modo”.     Per il leader di Iv il confronto deve concentrarsi soprattutto sui programmi: “Non mi interessa che il centrosinistra dia ragione a me o che mi metta nella foto. La domanda è sui contenuti – conclude – : diamo una mano a questo Paese per cambiare?”.    
“Chi fa il leader del campo largo? Per campo largo si intende Pd, Cinque Stelle, Avs? Senza di noi però non si vince, quindi il campo largo è una cosa che non vince. Chiamiamolo centrosinistra e va bene. Vedremo chi farà il leader. “La vera domanda” per Renzi è quali proposte mettere in campo per il Paese e ha citato in particolare la crisi demografica e l’emigrazione dei giovani italiani. “Questi sono gli argomenti di cui io vorrei parlare”, ha aggiunto Renzi, rilanciando la proposta di Italia Viva della “Start Tax”, cioè una riduzione dell’Irpef legata all’età per incentivare i giovani a rimanere in Italia.     Il leader di Iv ha quindi criticato il dibattito politico concentrato sulla futura leadership del centrosinistra e sulla legge elettorale. A suo giudizio quest’ultima sarebbe al centro dell’attenzione della maggioranza perché “Meloni ha paura di perdere”. 
“Giorgia Meloni oggi è incartata e in crisi perché se va con Vannacci perde la faccia, se va senza Vannacci perde le elezioni. Che cosa perderà Giorgia? Lo scopriremo tra un anno”. Per Renzi, Meloni vuole modificare la legge elettorale perché “ha paura di perdere”.     “Quando uno prova a cambiare la legge elettorale, gli arriva qualcosa che rende l’obiettivo della vittoria praticamente impossibile”, ha affermato Renzi. “Nel caso di Giorgia Meloni non è l’emendamento, non è lo ‘stabilicum’: si chiama Roberto Vannacci”. “La mia richiesta a Giorgia Meloni è: portaci a votare a maggio del 2027”. 
    Il tema di un possibile accorpamento delle due consultazioni è al centro del dibattito politico di queste settimane. “Ci sono le elezioni a Parma, Milano, Torino, Bologna, Verona, Padova, Roma, Napoli, Palermo, tutte nello stesso giorno. Ragazzi, lo stesso giorno a Milano votiamo anche per le politiche, mi sembra normale, no?”, ha detto Renzi. La tornata amministrativa del 2027 interesserà effettivamente numerose grandi città italiane.     “Non votiamo a distanza di tre mesi, non solo per un aumento dei costi, ma anche perché è più logico”, ha aggiunto il leader di Iv. Secondo Renzi, la presidente del Consiglio temerebbe un possibile “effetto traino” delle amministrative: “Ma ci sarebbe l’effetto traino se lei facesse le elezioni politiche dopo le amministrative. Facendole insieme non sappiamo come va, non influirà il risultato delle amministrative sulle politiche”.     Renzi ha quindi ironizzato sulla Lega, sostenendo che sarebbe contraria ad andare al voto: “È talmente terrorizzata del risultato elettorale che Salvini dichiarerebbe guerra a San Marino pur di non andare a votare”. “Ragionevolmente questo governo ha finito il proprio mandato”, ha concluso.  
 Tornando sul caso dell’incontro all’Autogrill di Fiano Romano con l’allora dirigente del Dis Marco Mancini e sul ruolo della trasmissione Report di Sigfrido Ranucci, per Renzi “questa roba prima o poi verrà fuori, perché è evidente che in quella vicenda lì qualcosa non torna”.     “Ucci ucci ucci, sento l’odore di Ranucci”, ha ironizzato Renzi, aggiungendo che “forse il prossimo anno, quando al Festival ci sarà di nuovo Open, sapremo finalmente la verità anche sull’Autogrill”. Il riferimento è al servizio di Report del 2021 che mostrò l’incontro tra Renzi e Mancini. Nelle ultime settimane la vicenda è tornata al centro dell’attenzione dopo la pubblicazione di una ricostruzione de ‘Il Giornale’ sui contatti avvenuti prima della messa in onda tra Ranucci, la redazione del programma ed esponenti provenienti dal mondo dell’intelligence.
    Sul filone relativo alla presunta rivelazione di segreto di Stato, il Gip di Roma aveva disposto nel 2025 l’archiviazione nei confronti di Ranucci e degli altri giornalisti coinvolti.     “Ora ho ri-iniziato anche a fermarmi agli autogrill, prima avevo paura”, ha concluso Renzi scherzando sulla vicenda. 

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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