La Commissione è pronta a valutare
“diverse modalità” sull’eventuale uso degli asset sovrani russi
immobilizzati nell’Ue per facilitare un accordo tra gli Stati
membri. Lo ha detto il commissario all’Economia Valdis
Dombrovskis, rispondendo a una domanda sulle ipotesi tornate al
centro del dibattito, tra cui quella di collocare gli asset in
un veicolo speciale europeo. “Da parte della Commissione Ue
siamo stati molto chiari. Abbiamo presentato una proposta
legislativa concreta già lo scorso anno e ora siamo pronti a
sostenere queste discussioni, anche valutando diverse modalità e
facilitando la possibilità di arrivare a decisioni”.
“Gli asset russi immobilizzati non hanno fatto parte delle
nostre discussioni durante la riunione Ecofin – ha precisato
Dombrovskis -. In termini generali, innanzitutto sappiamo che,
per quanto riguarda il prestito di sostegno che abbiamo concesso
all’Ucraina, l’Ucraina ha l’obbligo di rimborsare questo
prestito soltanto se e quando la Russia pagherà le riparazioni,
il che porta ovviamente alla domanda: che cosa succede se la
Russia non paga le riparazioni? E, in questo caso, nel
regolamento sul sostegno all’Ucraina, ci siamo esplicitamente
riservati il diritto dell’Unione di utilizzare quegli asset
sovrani russi. Quindi direi che molto probabilmente dovremo
comunque tornare su queste discussioni”, ha spiegato il
commissario. “Nel frattempo, effettivamente, diversi Stati
membri dell’Ue e anche un numero piuttosto elevato di membri del
Parlamento europeo hanno, in un certo senso, riavviato questa
discussione”.
Nei giorni scorsi quattro Paesi hanno chiesto alla
Commissione una proposta sull’uso degli asset russi e 120 membri
del Parlamento europeo si sono rivolti all’esecutivo comunitario
e alla Presidenza del Consiglio dell’Ue con una simile
richiesta.
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