I candidati alla presidenza
del Brasile hanno dichiarato spese per complessivi 27,4 milioni
di euro (160,7 milioni di real) nella campagna elettorale per il
primo turno del 4 ottobre. Circa l’80% del totale è stato speso
dai due principali concorrenti: il presidente uscente Luiz
Inacio Lula da Silva e il senatore Flavio Bolsonaro. Secondo i
dati del Tribunale superiore elettorale (Tse), raccolti dal
portale Poder360 fino alle 14 di venerdì 2 ottobre, Lula ha
dichiarato spese per 11,2 milioni di euro (65,7 milioni di
real), seguito da Bolsonaro con 10,7 milioni di euro (63 milioni
di real). Gli altri candidati hanno registrato complessivamente
spese per circa 5,5 milioni di euro (32 milioni di real).
Il finanziamento delle campagne in Brasile è basato in
larga parte su risorse pubbliche. I partiti possono utilizzare
il Fondo speciale di finanziamento delle campagne (Fefc),
alimentato dal bilancio pubblico e distribuito tra le formazioni
politiche secondo criteri di legge, e il Fondo partitico,
destinato al funzionamento dei partiti e utilizzabile anche per
le spese elettorali. Sono inoltre ammesse donazioni di persone
fisiche e uso di risorse proprie dei candidati, nel rispetto dei
limiti e degli obblighi di trasparenza. Le donazioni delle
imprese sono vietate. Tutte le entrate e le spese devono essere
registrate e rendicontate alla giustizia elettorale, con conti
bancari specifici e identificazione della provenienza dei fondi.
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