Il compromesso finaleMa si è continuato a trattare, tra le scintille. Fino al testo finale delle conclusioni, che rimane generico. Sottolinea la necessità di garantire «con urgenza a un mercato del carbonio ben funzionante, trasparente e prevedibile, di proteggere in modo efficace contro la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, per ridurre la volatilità del prezzo del carbonio e mitigarne l’impatto sui prezzi dell’elettricità». Ma lo stesso testo avverte: tutto «preservando al tempo stesso il ruolo essenziale dell’Ets sul clima e la transizione energetica attraverso un segnale di prezzo basato sul mercato per le emissioni di carbonio che guidi gli investimenti e l’innovazione». Insomma, nessun dietrofront. E nessun accoglimento, almeno per ora, della previsione di «eccezioni temporanee» come quelle ricordate dall’Italia che erano state concesse alla penisola iberica.No al rinvio dell’Ets2, sì a valutazione degli impattiIl no a sospensioni o riforme ulteriori rispetto a quella già in corso, perché – come fermamente sottolineato dai nordici – chi ha investito non può essere danneggiato e chi non ha provveduto a sganciarsi dai fossili non può essere avvantaggiato. Anche sull’ipotesi di un rinvio dell’entrata in vigore dell’Ets2 oltre il 2028 la contrarietà è stata netta da parte di chi ha già avviato i piani per estendere l’Ets a trasporti su strada e riscaldamento degli edifici. Qui la mediazione è stata ancora più complicata. E si è conclusa con l’invito alla Commissione ad «aggiornare la valutazione di tutti gli impatti dell’Ets2, in particolare per quanto riguarda la sua configurazione e le relative salvaguardie». Un debole spiraglio, a cui l’Italia proverà ad aggrapparsi.Confronto Roma-Madrid, alt a Schengen per altri 7 giorniLa temperatura si è alzata, ieri, anche con la Spagna del socialista Pedro Sánchez. Nel giorno in cui scadeva la sospensione di Schengen decisa dall’Italia dopo Ceuta. Fino a sera la decisione su un’eventuale nuova proroga è rimasta sospesa. Poi al mattino fonti di Palazzo Chigi hanno informato che dopo un confronto tra Roma e Madrid l’Italia ha deciso di prorogare di sette giorni i controlli temporanei sui collegamenti con la Spagna, «così da allinearli alla scadenza delle misure spagnole». Nel corso della prossima settimana «i rispettivi ministri degli Interni lavoreranno per valutare insieme misure di cooperazione «sostitutive».Immigrazione, focus sugli arrivi di massaProprio il caso di Ceuta ha fatto però convergere di nuovo Italia, Olanda e Danimarca, che stamattina hanno riunito il gruppo informale sull’immigrazione prima della sessione di lavoro dedicata. Presenti in 18: oltre ai tre Paesi e alla Commissione europea, anche Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Finlandia, Germania, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia, Slovenia e Svezia. Al centro della discussione, «la prevenzione degli arrivi irregolari di massa, la strumentalizzazione dei migranti e l’attuazione del nuovo quadro normativo europeo».Meloni: «Vigilare sulle frontiere esterne della Ue»Meloni ha evidenziato l’esigenza «di mantenere alta la vigilanza alle frontiere esterne dell’Unione, focalizzandosi sulla prevenzione dell’immigrazione irregolare e dei relativi rischi di sicurezza». Una linea, quella della «responsabilità», che punta a condividere l’impegno a evitare il pull factor, ossia l’effetto “attrazione” generato da politiche che potrebbero lanciare segnali di vulnerabilità ai network dei trafficanti di esseri umani, come (è il sottotesto implicito) accaduto nell’exclave spagnola in Marocco.
Per approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/vertice-ue-meloni-con-l-ets-industria-rischio-poi-compromesso-proroga-7-giorni-dell-alt-schengen-la-spagna-AJy4OElB




