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Home Cultura

Al Lido tanta paura di guerra atomica e non solo

di Redazione Cronache Nazionali
20/08/2026
in Cultura
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Al Lido tanta paura di guerra atomica e non solo

(di Francesco Gallo)
Al Lido c’è tanta paura di guerra
atomica, e non solo, e altrettanta voglia di un salvifico
bunker. Di fatto in questa 83/a edizione della Mostra
Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia che parte il 2
settembre ci sono in selezione ben tre film che trattano il
tema.
   
Partiamo dai bunker. Ce ne sono due: uno quello presidenziale
che troviamo in ‘Jupiter’ di Alexandre Smia. Un thriller
politico con la storia di un presidente francese appena
insediato, alle prese con una crisi internazionale senza
precedenti. Deve infatti prendere in brevissimo tempo una
decisione cruciale a seguito di un ultimatum atomico russo che
minaccia di inviare una testata sulla Francia. Selezionato nella
sezione Venice Open – Fuori Concorso il film ha come
protagonista Paul Archambault (Ménochet, nei panni del
presidente francese). È proprio lui che viene così convocato nel
bunker sotto l’Eliseo, noto come comando Giove (Jupiter), dove
dovrà prendere le giuste decisioni. Una struttura sotterranea
utilizzata per riunioni del consiglio di difesa, gestione di
attacchi terroristici, crisi militari, emergenze internazionali
e appunto decisioni relative alla deterrenza nucleare. ‘Jupiter’
comunque si annuncia più che un film d’azione, un thriller da
camera, dove la tensione deriva dal tempo che scorre e dalla
responsabilità di una scelta irreversibile. E questo sulla scia
di opere come ‘Fail Safe’ e ‘Thirteen Days’.
   
C’è poi ‘Dau’ di Ilya Khrzhanovsky, coproduzione di Germania,
Francia e Svezia, finita negli ultimi giorni al centro delle
polemiche per la protesta sulla presenza del film alla Mostra da
parte del Ministero degli esteri ucraino che l’ha bollato come
“propaganda filo russa”. Accuse respinte della Biennale e dal
direttore della Mostra, Alberto Barbera, ricordando che “Dau non
è un film russo, non è propaganda filoputiniana”, ma “un film di
denuncia dei regimi totalitaristici e della loro intrusione
nella vita dei cittadini per limitarne la libertà”. Khrzhanovsky
traccia la biografia del grande scienziato Lev Landau
(soprannominato Dau), Premio Nobel per la fisica nel 1962, che
ha contribuito alla creazione della prima bomba atomica
sovietica fatta esplodere nel 1949. Nel ruolo del protagonista
il direttore d’orchestra greco Teodor Currentzis nello spirito
del megaprogetto Dau del 2008, da cui sono nati numerosi film e
serie televisive, un progetto definito dagli studiosi come un
incrocio fra cinema, installazione artistica, esperimento
antropologico e performance immersiva.
   
Infine ‘Bunker’ di Florian Zeller, in concorso a Venezia.
   
Thriller psicologico con Javier Bardem e Penélope Cruz, nei
panni di una coppia di professionisti di successo a Londra. Lei
lavora in una casa editrice mentre lui è un famoso architetto,
che accetta di progettare un bunker a prova di atomica per un
potente magnate della tecnologia che vuole rimanere anonimo. Una
scelta non condivisa dalla moglie, tanto che lei comincia a
dubitare non solo dell’etica professionale del marito, ma
dell’intera identità dell’uomo con cui vive da diciassette anni.
   
Una curiosità: in tutto il film non si parla mai di un bunker
pensato contro una minaccia nucleare, ma solo contro un generico
pericolo in un mondo sempre più incerto. Nel cast figurano anche
Paul Dano, Stephen Graham e Patrick Schwarzenegger.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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