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Home Cultura

Da Lorenzo Lotto a Poltrona Frau, il bello nel cuore delle Marche

di Redazione Cronache Nazionali
08/08/2026
in Cultura
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Da Lorenzo Lotto a Poltrona Frau, il bello nel cuore delle Marche

(di Luciano Fioramonti)
Ammirare una maestosa
Crocifissione di Lorenzo Lotto rimasta da 500 anni nella piccola
chiesa del borgo per la quale era stata pensata, dormire in un
hotel che nelle sue stanze racconta la storia del design per
interni con i pezzi-simbolo dei giganti dell’ architettura,
attraversare le stanze affrescate di un palazzo nobiliare oggi
museo tra arte classica e opere di maestri contemporanei, nel
cuore di una regione che allo splendore dell’ ambiente abbina la
sapienza e l’abilità dei mestieri. Un itinerario del bello si
snoda lungo le colline marchigiane tra Tolentino e Macerata per
gli amanti del turismo lento e per chi ha seguito la stagione
lirica dello Sferisterio alle battute conclusive in questo fine
settimana con Carmina Burana, Il Barbiere di Siviglia e Nabucco.
   
Si può partire da Monte San Giusto, 7.500 abitanti, che con
le sue chiese – otto fino all’ Ottocento – rimanda a un passato
di prestigio religioso e di centro nevralgico di transito. Sull’
altare di Santa Maria della Pietà spicca la grande tela dipinta
da Lotto nel 1529 su commissione del potente vescovo Niccolò
Bonafede. Arrivò arrotolata da Venezia a Porto Recanati e venne
impreziosita dalla grande cornice in legno dorato realizzata da
artigiani locali su progetto del pittore veneziano. Tutto è
rimasto come allora, il dipinto è stato spostato solto una volta
negli anni ’80 per un restauro radicale. Come museo diffuso il
piccolo comune riserva sorprese con gli affreschi della Camera
Picta (chiusa per restauri) di Palazzo Bonafede, la Pinacoteca
in cui a colpire è la collezione di opere su carta di artisti
illustri, da Vasari a Guercino ad Andrea Pozzo, e la mostra di
18 presepi storici curata da Andrea Pistolesi, baritono di
professione che in casa ha una collezione di quattromila statue
di ogni epoca. Da quindici anni, inoltre, il paese tra fine
settembre e i primi di ottobre si anima di colori e sorrisi con
il Clown&Clown Festival, festa internazionale che fonde arte
circense e clownterapia, sotto l’ enorme naso rosso sul
campanile della chiesa. Hunter Doherty ‘Patch’ Adams, il medico
americano che ha ispirato il film, è cittadino onorario di Monte
San Giusto dal 2008 e vi è tornato più volte come ospite.
   
Tutt’altro fascino riserva ‘Interno Marche, design experience
hotel’, inaugurato poco più di due anni fa dopo il restauro
costato circa 15 milioni di euro dell’edificio liberty che dal
1922 fu sede dell’ Opificio della Nazareno Gabrielli, l’azienda
di pelletteria e abbigliamento in voga fino agli anni Novanta.
   
L’ idea di trasformarlo in albergo-museo si deve a Franco
Moschini, patron di Poltrona Frau, perchè il grande pubblico
potesse toccare con mano nelle camere e nella hall i pezzi più
famosi del design e dell’ arte applicata internazionale.
   
Moschini, imprenditore e mecenate illuminato – ”ogni mattina
salutava uno per uno tutti i dipendenti ed era pronto a dare una
mano se qualcuno di loro avesse avuto bisogno” raccontano -,
era stato l’ artefice nei primi anni ’60 del trasferimento da
Torino a Tolentino di Poltrona Frau, che non riusciva a fare
fronte a un grosso debito con la Nazareno Gabrielli per la
fornitura di pellame. Quell’ operazione fece scoprire il comune
marchigiano come crocevia della lavorazione della pelle che
affonda le radici nel Cinquecento. La svolta fu quando Moschini
decise di chiamare grandi architetti, primo fra tutti Gio Ponti,
per progettare nuovi arredi. Interno Marche ha 25 stanze
intestate alle star del design – da Gae Aulenti a Michael
Thonet, Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Vico Magistretti,
Michele De Lucchi, Jean Marie Massaud, Marco Zanuso – ognuna
arredata con i pezzi che li hanno resi celebri, e altre cinque
nella dependance dedicate ai movimenti artistici, dal Radical al
Pop. Dell’imprenditore morto nel 2025, la Fondazione Design
Terrae, continua a tenere vivo l’ insegnamento riassunto nel suo
motto Buono, Bello e Ben Fatto. ”Interno Marche è il suo
lascito per far conoscere il territorio attraverso la sua storia
– dice all’ ANSA l’ architetto Carlo De Mattia, presidente della
Fondazione -. Non gli interessava quanto sarebbe costato ma l’
importanza del messaggio che voleva far passare”. Nella zona
industriale di Tolentino a ripercorrere la storia di Poltrona
Frau e dei suoi pezzi classici – la poltrona Vanity Fair, i
divani Chester, la sedia Archibald, ripensata dall’ artista
americano Obey per l’ ultima versione in tiratura limitata da
200 pezzi (al costo di 15 mila euro l’ una) – è il museo
inaugurato nel 2012 accanto alla sede operativa nel centenario
della fondazione dell’ azienda. Disegnato da De Lucchi, racconta
l’ evoluzione del marchio – oggi di proprietà della americana
Haworth – che cura in tutto il mondo anche gli allestimenti di
sale congressi e da concerto, grandi navi, gli interni di
imbarcazioni di lusso e delle auto più prestigiose, da Ferrari e
Porsche.
   
A Macerata vale la visita Palazzo Buonaccorsi per le sue
raccolte di arte antica, barocca e rinascimentale, i dipinti
della settecentesca Galleria dell’ Eneide, i 24 veicoli storici
del museo della Carrozza, e la collezione di arte moderna che
affianca agli esponenti futuristi, con un focus sull’ artista
della città Ivo Pannaggi, i lavori di autori del secondo
dopoguerra fino agli anni più recenti.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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