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Delfin: Del Vecchio Jr diserta assemblea, prossime settimane decisive per confronto

di Redazione Cronache Nazionali
30/06/2026
in Finanza
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Delfin: Del Vecchio Jr diserta assemblea, prossime settimane decisive per confronto

Un assemblea che si nota per le assenze, manca Del Vecchio Jr, e che vota a favore del bilancio ma boccia il dividendo. È questo l’esito della giornata che si è consumata oggi in Delfin, la cassaforte della famiglia Del Vecchio, dove l’assenza di Leonardo Maria Del Vecchio ha inevitabilmente pesato sul clima e sul significato dell’assemblea.

Secondo quanto apprende AdnKronos da fonti finanziarie, o soci hanno approvato il bilancio 2025, chiuso con un utile nell’ordine di 1,5 miliardi di euro, ma hanno respinto la proposta di aumentare la distribuzione degli utili all’80% del risultato netto. Resta quindi invariata la politica dei dividendi, fissata al 10% dei profitti.
L’assemblea ha provveduto a nominare i revisori dei conti, confermando Lara Forte e Fabio Scoyni, mentre – stando sempre a quanto si apprende – è stata respinta all’unanimità dei presenti la candidatura di Marco Talarico, proposta proprio da Leonardo Maria Del Vecchio.
La sua assenza è stata annunciata con una lunga lettera indirizzata al board e agli altri soci, nella quale il figlio del fondatore ripercorre tutte le criticità che, a suo giudizio, rendono impossibile un confronto costruttivo. Dopo l’assemblea del 27 aprile, nella quale le sue proposte avevano raccolto il consenso della maggioranza dei soci presenti, Lmdv riteneva di avere ottenuto un mandato politico per proseguire nel progetto di riassetto della governance. Da allora, sostiene, lo scenario è radicalmente cambiato.
Al centro delle contestazioni vi è il comportamento del consiglio di amministrazione, accusato di non avere mai affrontato nel merito la proposta di acquisto delle quote di Luca e Paola Del Vecchio, operazione che avrebbe consentito a Leonardo Maria di salire al 37,5% del capitale assumendosi personalmente i rischi finanziari, lasciando a Delfin condizioni ritenute vantaggiose. Secondo Lmdv, il board si sarebbe limitato a richiamare generiche obiezioni giuridiche senza svolgere un’effettiva istruttoria.
Nella lettera vengono inoltre denunciati contatti informali tra alcuni consiglieri e una parte dei soci, che avrebbero alimentato confusione e sfiducia, oltre al mancato accesso alla documentazione societaria richiesta sia per il progetto di acquisizione sia per le interlocuzioni con gli istituti finanziatori. Anche sul bilancio 2025, afferma Lmdv, non sarebbe stata fornita la documentazione necessaria per una valutazione consapevole, circostanza che ha rappresentato uno dei motivi determinanti della decisione di disertare l’assemblea.
Un altro fronte di scontro riguarda la posizione di Rocco Basilico. Leonardo Maria Del Vecchio continua infatti a contestarne l’iscrizione nel libro soci, avvenuta nel 2022, sostenendo che mancassero i presupposti giuridici e accusando il board di non avere mai verificato la vicenda nonostante le obiezioni formulate da lui e dalla madre. Per questo ha ribadito la propria opposizione alla partecipazione e al voto di Basilico, riservandosi di impugnare le delibere approvate con il suo concorso.

La contrapposizione tra i due fronti si è ulteriormente irrigidita negli ultimi giorni. Basilico, figlio di Nicoletta Zampillo, ultima moglie di Leonardo Del Vecchio, ha scritto al consiglio di amministrazione e agli altri soci proponendo la dismissione delle partecipazioni finanziarie di Delfin per reperire le risorse necessarie ad acquistare le quote degli eredi intenzionati a uscire, ipotizzando una valorizzazione con uno sconto del 25% rispetto alla partecipazione in EssilorLuxottica. Una soluzione che, secondo Basilico, eviterebbe di concentrare ulteriormente il controllo nelle mani di Leonardo Maria Del Vecchio. “È peggiore del problema che avrebbe dovuto risolvere”, ha scritto.

Immediata è stata la replica di Leonardo Maria: “Nessun erede Del Vecchio cederebbe mai l’azienda di famiglia a sconto”. Secondo Marta Degl’Innocenti, economista dell’Università Statale di Milano, l’assemblea “si è tenuta comunque, ma l’assenza di uno dei principali azionisti ne riduce inevitabilmente il peso sul piano del confronto e della ricerca di soluzioni condivise”, dice all’AdnKronos. Per la professoressa, la scelta di Leonardo Maria Del Vecchio rappresenta “un segnale del forte dissenso sulla gestione della vicenda e lascia prevedere che il confronto tra i soci proseguirà nelle prossime settimane”. D’altronde, chiosa l’esperta, “tutti hanno interesse a cercare un confronto. Uno stallo prolungato e il contenzioso difficilmente convengono a una holding familiare come Delfin” (di Andrea Persili)

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