LiveAggiornato 20 minuti faLa quinta sessione di colloqui tra Israele e Libano, con mediazione statunitense, proseguirà oggi a WashingtonSintesi per punti38 minuti faLibano, leader Hezbollah: «Israele non ha altra scelta che ritirarsi»Il Segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, ha dichiarato oggi che Israele “non ha altra scelta che ritirarsi completamente da ogni centimetro del territorio libanese e mettere fine alla sua aggressione via terra, mare e aria”. Nel discorso televisivo tenuto in occasione della festa di Ashura e riportato dall’emittente al-Manar, Qassem ha rivendicato il successo contro “il progetto israelo-americano” di “eliminare Hezbollah, il suo ambiente, il suo popolo”, sottolineando che “siamo entrati in una nuova fase e qualsiasi azione futura dovrà basarsi sulla realtà di questa nuova fase”.Il leader di Hezbollah ha quindi ringraziato l’Iran, con cui “abbiamo collaborato durante il periodo dell’aggressione”, affermando che “i nemici hanno cercato di dividerci e isolarci, ma noi siamo rimasti uniti come un asse compatto”.circa un’ora faLibano, 4 soldati dell’Idf feriti da un miliziano HezbollahQuattro soldati delle Forze di Difesa Israeliane, tra cui due ufficiali, sono rimasti feriti ieri sera in uno scontro con un uomo armato di Hezbollah nel sud del Libano, secondo quanto riferito dall’esercito. Nell’incidente un ufficiale è rimasto ferito in modo non grave, mentre un altro ufficiale e due soldati hanno riportato ferite lievi, secondo quanto comunicato dall’esercito israeliano.13:5026 giugno 2026Wsj: base in Bahrain gravemente danneggiata cambia strategie Usa nella regioneI missili e i droni lanciati dall’Iran durante il conflitto hanno colpito ripetutamente la base navale statunitense di Naval Support Activity Bahrain, il principale avamposto della Marina americana in Medio Oriente, provocando danni estesi che il Pentagono non ha finora reso pubblici. È quanto emerge da un’inchiesta del Wall Street Journal, basata sull’analisi di immagini satellitari, filmati diffusi sui social media e testimonianze di militari in servizio ed ex ufficiali. Secondo il quotidiano, gli attacchi, avvenuti tra la fine di febbraio e giugno, hanno reso inutilizzabile parte del quartier generale della Quinta Flotta e danneggiato almeno una dozzina di edifici, due terminali per le comunicazioni satellitari e numerose altre infrastrutture strategiche. Il Pentagono ha confermato che non vi sono state vittime nella base e ha ribadito che le operazioni non hanno subito conseguenze significative, pur avendo evacuato gran parte del personale.L’entità dei danni avrebbe però spinto Washington ad avviare una profonda revisione della propria presenza militare nella regione. Secondo funzionari statunitensi citati dal Wall Street Journal, il Dipartimento della Difesa starebbe valutando una riorganizzazione del dispositivo militare nel Golfo. Tra le ipotesi allo studio figurano una riduzione della presenza in Kuwait e Arabia Saudita, il trasferimento di alcune funzioni operative più a ovest, fuori dalla portata dei missili iraniani, fino all’impiego di Israele come possibile sede di alcune attività militari. Sul tavolo ci sarebbero anche la realizzazione di centri di comando sotterranei, una maggiore dispersione delle capacità operative e la scelta di non ricostruire alcune delle strutture distrutte.L’inchiesta stima in circa 400 milioni di dollari il solo costo di ricostruzione degli edifici danneggiati nella base del Bahrain, calcolato utilizzando il modello ufficiale del Dipartimento della Difesa per la valutazione dei costi delle infrastrutture militari. La cifra, tuttavia, non comprende la sostituzione delle apparecchiature distrutte, la rimozione delle macerie, il rafforzamento delle difese e altri interventi necessari, che potrebbero far lievitare sensibilmente il conto finale. Il Center for Strategic and International Studies (Csis) stima invece tra 2,2 e 5,1 miliardi di dollari i danni complessivi subiti dalle basi statunitensi nella regione durante il conflitto, a fronte di un costo totale della guerra valutato in circa 40 miliardi di dollari.




