Continuano a salire le scorte di
gas nonostante l’aumento dei prezzi. Ieri il gas naturale sulla
piazza Ttf di Amsterdam, ha chiuso con un rialzo del 2,71% a
63,598 euro al MWh ai massimi dal 26 agosto del 2022. In una
settimana il prezzo è balzato dell’11% e in un mese di oltre il
55%. Lo scorso 24 giugno infatti la seduta olandese si chiudeva
con un calo del 2,5% a 40,94 euro al MWh.
In Europa le scorte sono ancora sotto al 55%, mentre l’Italia
supera il 73%. In particolare le scorte complessive del Vecchio
Continente sono pari al 54,82% a 619,6 TWh, contro i 750,55 TWh
di un anno fa. Fa meglio l’Italia, primo paese con il 73,33% di
scorte a 149,16 TWh, al di sotto però dei 157,8 TWh del 24
luglio del 2025. Si mantiene invece sempre piuttosto critica la
situazione in Germania, le cui scorte sono ferme al 45,7% a
112,64 TWh, ben al di sotto dei 143,9 TWh di un anno fa. Il dato
è ancora più inquietante se si considera la maggior capacità di
stoccaggio della Germania rispetto all’Italia, pari a 246,49 TWh
contro 203,42 TWh e il maggior fabbisogno tedesco, pari a 903,9
TWh contro i 677,35 i TWh dell’Italia.
A spingere sulle quotazioni del gas il nuovo fronte che si è
aperto in Medio Oriente con gli attacchi degli Houthi nel Mar
Rosso.
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