Nel lungo cartellone del Bologna Jazz Festival spiccano
quattro grandi live teatrali, che portano in città i massimi
esponenti italiani e internazionali della musica improvvisata.
Ad aprire la manifestazione, all’Unipol Auditorium il 16 ottobre
alle 21.15, è il trombettista Fabrizio Bosso alla testa del suo
quartetto storico, composto da Julian Oliver Mazzariello al
pianoforte, Jacopo Ferrazza al contrabbasso e Nicola Angelucci
alla batteria.
Infranto ogni confine stilistico, il quartetto rappresenta
per Bosso l’essenza del jazz puro: un concentrato di
virtuosismo, energia trascinante e invenzione che affonda le
radici nella tradizione afroamericana dello swing-bop, riletta
con una sensibilità contemporanea. Al centro della serata c’è la
presentazione di ‘Routes’, il sesto album della formazione, che
segue i recenti successi di ‘We Wonder’ (2022), dedicato a
Stevie Wonder, ‘We4’ (2020) e ‘Duke’ (2015). Il repertorio di
‘Routes’ è composto interamente da brani originali firmati da
tutti i componenti del gruppo, con l’unica eccezione di ‘Love
Dance’ di Ivan Lins, e spazia dai richiami al bop fino a
raffinate aperture modali e atmosfere sospese.
Protagonista di una carriera in continua ascesa fin dal
folgorante esordio con ‘Fast Flight’ (2000), Bosso si è
affermato come uno dei più autorevoli bandleader del jazz
italiano. Accanto alle collaborazioni con icone del calibro di
Rava, Fresu e Di Battista, e alle tante esperienze in piccoli e
grandi ensemble (dal Latin Mood allo Spiritual Trio), il
musicista ha mantenuto costante la propria presenza nel pop
d’autore, impreziosendo con la sua tromba i progetti di artisti
come Sergio Cammariere, Mario Biondi, Raphael Gualazzi e Nina
Zilli.
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