La scena degli ultimi secondi di
vita di Pamela Genini accoltellata dal suo ex, Gianluca Soncini,
che la sera del 14 ottobre 2025, dopo essersi procurato un
doppione delle chiavi di casa della giovane, ha fatto
‘irruzione’ nell’appartamento di via Iglesias a Milano e l’ha
colpita con 76 fendenti. Al processo a carico del 53enne – oggi
in aula in prima fila – accusato di omicidio pluriaggravato, è
stato proiettato su un maxi schermo il video girato con la body
cam dagli agenti delle volanti, durante l’intervento per cercare
di salvare la giovane.
Pamela era riuscita ad avvertire un amico, Francesco Dolci,
chiedendo aiuto via WhatsApp: “Non so che fare, chiama la
Polizia. E’ da denuncia… digli di non suonare”. A raccontare
la drammatica sequenza di quegli attimi, a cui sono state
‘corredate’ immagini crude e cruente degli ultimi respiri della
ragazza prima di morire e davanti alle quali Soncin è parso
indifferente , è stata la responsabile dell’Ufficio di
Prevenzione Generale della questura milanese, Serafina Di Vuolo.
Alle 21.59 e 58 secondi Pamela era ancora viva tant’è che,
al citofono, alle forze dell’ordine aveva prontamente detto,
invitandole a salire. “Glovo, secondo piano”. Frase che “per
noi è un chiaro segnale di pericolo di vita”, ha spiegato la
funzionaria, aggiungendo in un altro punto della sua
deposizione. “Quando noi stavamo entrando in casa, Soncin ci
sbatteva la porta in faccia mentre Pamela moriva”. E quella
morte in diretta è stata documentata dai filmati che stamane la
pm Alessia Menegazzo, titolare dell’indagine con la responsabile
del dipartimento che si occupa anche delle violenze di genere,
Letizia Mannella, hanno ritenuto di mostrare al dibattimento in
corso davanti alla Corte d’Assise, presieduta da Antonella
Bertoja.
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