La compagnia energetica
statale Petrobras ha chiuso il secondo trimestre del 2026 con
una produzione record di 3,34 milioni di barili equivalenti di
petrolio al giorno, in crescita del 14,1% rispetto allo stesso
periodo dello scorso anno. A trainare il risultato è stato
soprattutto il pre-sal, con una produzione record di 2,78
milioni di barili equivalenti al giorno (+16,3%), sostenuta
dall’entrata in funzione di dieci nuovi pozzi nei bacini di
Santos e Campos. L’aumento dell’attività estrattiva è stato
accompagnato da una forte crescita della capacità di
raffinazione. Il tasso di utilizzo delle raffinerie ha raggiunto
il livello record del 101,2%, consentendo alla compagnia di
ridurre dell’85,2% le importazioni di diesel rispetto al secondo
trimestre del 2025, scese a una media di appena 18 mila barili
al giorno. In diminuzione anche le importazioni di petrolio
(-33,6%) e di Gpl (-35,5%).
Sul fronte estero, la produzione aggiuntiva ha permesso alla
compagnia di aumentare del 44,3% le esportazioni di greggio,
salite a 996 mila barili al giorno, e di accelerare la
diversificazione dei mercati di sbocco. La quota della Cina
sulle esportazioni è scesa dal 51% al 35%, pur restando il
principale acquirente, mentre quella dell’India è salita dal 19%
al 22% e l’Europa dal 17% al 18%. Petrobras ha inoltre acquisito
cinque nuovi clienti in Taiwan, Oman, Polonia, Svezia e
Sudafrica e ha avviato contatti per aprire il mercato
giapponese.
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