“Ogni mostra è per me un’occasione
per continuare a lavorare, per dedicarmi a un lavoro nuovo, a
una storia nuova, a una nuova conoscenza, a un nuovo modo di
operare e condividere”. Sono le parole dell’artista Mario Ceroli
alla presentazione della mostra ‘Mario Ceroli {IO}’, che gli
spazi di 21Art Roma, in largo della Fontanella Borghese,
ospitano dal 15 ottobre al 5 febbraio.
Dopo oltre vent’anni Mario Ceroli torna a esporre in una
galleria privata romana con 15 opere tra sculture e
installazioni site-specific, in gran parte inedite e realizzate
da poco. L’esposizione, curata da Cesare Biasini Selvaggi,
ripercorre quasi settant’anni di ricerca artistica, trasformando
la memoria in occasione di nuove invenzioni. Non è una
retrospettiva tradizionale, ma un percorso nel quale lavori
storici e nuove creazioni dialogano, cambiano identità e
assumono significati inattesi. Al centro della mostra c’è il
rapporto dell’artista con Roma, città nella quale è cresciuto e
si è formato, protagonista di una ricerca che intreccia memoria,
sperimentazione e rinnovamento. E c’è anche la sua concezione
teatrale: le opere non vengono presentate come oggetti isolati,
ma come personaggi chiamati a interpretare ogni volta una parte
differente. “È un teatro quello di Ceroli inscenato di mostra in
mostra – sottolinea il curatore Cesare Biasini Selvaggi – Ognuna
di esse è concepita come opera d’arte totale”. Tra i lavori
esposti spiccano ‘Un anno d’amore’, installazione di 987
elementi metallici che reinterpreta un’opera del 1972,
trasformando l’opera in un diario degli incontri. E, ancora,
‘Labirinto’, ‘Le campane di Trinità dei Monti’ e ‘Pensiero a
Fabrizio De André’, omaggio al cantautore. A unire il percorso
espositivo è il blu, colore che evoca il cielo della Capitale e
la grande tradizione pittorica italiana.
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