Il coro “Lovaglio, Lovaglio” segna il momento simbolico di un ribaltone inatteso all’assemblea di Monte dei Paschi di Siena, maturato nel giro di poche ore e contro le previsioni della vigilia. Al mattino, infatti, gli scenari indicavano un possibile exploit della lista del consiglio di amministrazione, accreditata di superare il 30%. Ma già dall’ora di pranzo qualcosa cambia: nei corridoi inizia a circolare con insistenza la voce di un possibile sostegno di Delfin a Luigi Lovaglio. Un’indicazione tutt’altro che secondaria, considerando il peso del primo azionista: 17,5%.
Rimaneva poi l’incognita Banco Bpm: quale posizione avrebbe assunto? Anche qui, la scelta finale è andata nella direzione della continuità, con il voto a favore di Lovaglio. Una convergenza decisiva che ha ribaltato gli equilibri. L’affluenza si è attestata al 64,1% del capitale, segnale di un passaggio cruciale per il futuro dell’istituto senese. Determinanti sono stati proprio i voti di Delfin (17,5%) e di Banco Bpm (3,7%), che hanno consentito alla lista del socio Plt Holding di imporsi con il 49,95%.
Si è fermata invece al 38,79% la lista del Cda, mentre Assogestioni ha raccolto il 6,94%. Con la vittoria della lista Plt Holding, il nuovo consiglio di amministrazione di Mps sarà composto da 15 membri. Otto sono espressione della lista vincente: Cesare Bisoni, Luigi Lovaglio, Flavia Mazzarella, Livia Amidani Aliberti, Massimo Di Carlo, Patrizia Albano, Carlo Corradini e Paola Leoni Borali. Sei consiglieri provengono dalla lista del Cda: Nicola Maione, Fabrizio Palermo, Corrado Passera, Carlo Vivaldi, Paolo Boccardelli e Antonella Centra. Completa il board un rappresentante di Assogestioni, Paola De Martini.
“Non avrei trovato lo stimolo se avessi avuto un desiderio di rivincita. Io avevo e ho un solo grande desiderio, implementare un progetto, un progetto innovativo, che crea molto valore”, ha commentato Lovaglio dopo la vittoria. “Poterlo fare era la cosa più importante per me. Ho accettato per un senso di responsabilità e volontà di mantenere delle promesse”, spiega, aggiungendo: “Sento un grande senso di riconoscenza verso l’ingegnere Pierluigi Tortora e la sua famiglia e un altrettanto grande senso di riconoscenza verso tutti i nostri azionisti, che ancora una volta mi hanno confermato la fiducia. Questa fiducia e questo incoraggiamento aggiungono ancora più determinazione per fare quello che abbiamo in mente di fare: non vedo l’ora di ricominciare”.
“Sarà un Cda molto qualificato e credo che sarà molto utile e interessante: potremo imparare anche cose nuove lavorando insieme a loro”, risponde poi a chi chiede se sarà facile lavorare in un Cda dove 8 componenti sono espressione della lista di maggioranza, mentre 7 della minoranza. (di Andrea Persili)





