A Roma dal 24 al 26 aprile 2026 si
svolgerà il Meeting Internazionale di Canottaggio Special
Olympics, realizzato con il contributo del Dipartimento per le
politiche in favore delle persone con disabilità e con il
sostegno della ministra per le disabilità Alessandra Locatelli.
Per tre giorni, il Reale Circolo Canottieri Tevere Remo
diventerà un luogo di incontro tra esperienze diverse, dove
atleti provenienti da tutto il mondo condivideranno allenamenti,
gare e vita comune.
Uno dei momenti più significativi sarà l’Unified Experience,
con equipaggi misti composti da atleti con e senza disabilità
intellettive, partner e rappresentanti delle istituzioni.
Acccanto alla competizione, c’è anche la formazione con il
percorso “Coach for Inclusion” pensato per tecnici italiani e
internazionali. Il percorso proseguirà a maggio ai Giochi
Nazionali Estivi di Lignano Sabbiadoro, dove il canottaggio sarà
protagonista tra le 22 discipline sportive in programma, e a
giugno ai Giochi Nazionali Special Olympics del Saarland in
Germania, consolidando l’esperienza internazionale e lo scambio
tra Paesi, culture e persone. Inclusività e accessibilità
saranno garantite con interpreti Lis e servizi dedicati per
permettere a tutti di vivere pienamente l’esperienza, senza
barriere.
“E’ una giornata straordinaria – ha commentato la ministra
Locatelli alla presentazione – Special Olympics dimostra ancora
una volta l’attenzione non solo allo sport ma anche
all’inclusione portando al centro il tema del canottaggio che
deve diventare uno sport nazionale anche nei Games
internazionali di Special Olympics. Quindi noi con tutto il
nostro entusiasmo supportiamo questa attività che è seguita da
tantissimi ragazzi non solo qui a Roma ma in tutta Italia”.
Il Garante Nazionale dei diritti delle persone con disabilità
Maurizio Borgo ha ricordato che mercoledì prossimo illustrerà
“la prima relazione sull’attività che – ha spiegato – abbiamo
svolto nel 2025, la presenteremo alla Camera dei deputati e
anche in quella sede dirò che occorre cambiare il modo con il
quale si guarda alle persone con disabilità, cioè abbandonare
finalmente e definitivamente l’approccio assistenziale,
l’approccio caritatevole che è un approccio completamente
sbagliato. Special Olympics ci insegna questo: a valorizzare le
persone con disabilità”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA





